Negli ultimi anni gli studentati sono passati dall’essere una soluzione di nicchia a uno dei segmenti più interessanti del mercato immobiliare europeo. La crescita degli studenti fuori sede, l’internazionalizzazione delle università e la carenza di alloggi dedicati hanno trasformato lo Student Housing in un settore strategico per città, università e investitori.
Scopri cos’è il fenomeno dello Student Housing.
Ma quanti studenti potrebbero realmente beneficiare di una residenza universitaria? E perché gli operatori immobiliari stanno guardando con sempre maggiore interesse a questo mercato?
Cosa si intende oggi per studentato?
Quando si parla di studentati, molti immaginano ancora le tradizionali residenze universitarie con camere essenziali e servizi limitati.
La realtà è molto diversa.
I moderni studentati, spesso identificati con il termine internazionale PBSA (Purpose-Built Student Accommodation), sono strutture progettate esclusivamente per la vita universitaria e la maggior parte integrano:
- camere private o condivise
- spazi studio
- aree coworking
- lavanderie
- palestre
- aree comuni
- servizio bar
- servizi digitali e community
- eventi
L’obiettivo non è semplicemente offrire un posto letto, ma creare un ambiente in grado di favorire studio, socialità e integrazione.
Quanti studenti fuori sede ci sono in Italia?
Secondo i dati del Ministero dell’Università e della Ricerca, gli studenti universitari iscritti in Italia superano gli 1,9 milioni.
Di questi, circa 800.000 studenti studiano lontano dal proprio comune di residenza, generando una domanda abitativa enorme e costante.
A questa platea si aggiungono:
- studenti Erasmus in ingresso
- studenti internazionali
- dottorandi
- partecipanti a master e corsi specialistici
La mobilità universitaria è oggi uno dei principali motori del mercato immobiliare dedicato agli studenti.
Il vero problema: i posti letto non bastano
Se la domanda continua a crescere, l’offerta fatica a tenere il passo.
Secondo numerose analisi di settore, l’Italia presenta uno dei livelli di copertura più bassi d’Europa per quanto riguarda le residenze universitarie dedicate.
I posti letto disponibili negli studentati coprono infatti solo una piccola parte della domanda potenziale degli studenti fuori sede.
Questo significa che la maggior parte degli studenti continua a cercare soluzioni alternative attraverso:
- appartamenti condivisi
- stanze in locazione
- affitti transitori
- residenze private
Il risultato è una forte pressione abitativa nelle principali città universitarie.
Italia ed Europa: un confronto che fa riflettere
Uno degli indicatori più utilizzati dagli operatori del settore è il tasso di copertura, ovvero il rapporto tra posti letto disponibili e numero di studenti fuori sede.
Sebbene i dati possano variare leggermente a seconda delle fonti e delle metodologie utilizzate, il quadro generale è chiaro:
| Paese | Copertura indicativa |
|---|---|
| Regno Unito | oltre 30% |
| Francia | circa 20% |
| Germania | circa 15% |
| Spagna | circa 10% |
| Italia | inferiore al 10% |
Questo divario evidenzia come il mercato italiano abbia ancora ampi margini di sviluppo rispetto ad altre realtà europee più mature.
Perché investitori e operatori guardano agli studentati?
L’interesse crescente verso il settore non è casuale. Gli studentati presentano caratteristiche particolarmente apprezzate dagli investitori:
- domanda strutturalmente elevata
- elevati tassi di occupazione
- flussi relativamente prevedibili
- crescente internazionalizzazione delle università
- possibilità di rigenerazione urbana
A questo si aggiunge un elemento fondamentale: il sostegno delle istituzioni. Negli ultimi anni il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha destinato risorse significative all’aumento dei posti letto universitari, con l’obiettivo di incrementare l’offerta abitativa per gli studenti e favorire nuovi investimenti nel settore.
L’obiettivo è ridurre il gap tra domanda e offerta che caratterizza il mercato italiano da anni.
Il mercato continuerà a crescere?
Tutti gli indicatori sembrano suggerire di sì.
La crescita della mobilità universitaria, l’aumento degli studenti internazionali e la progressiva professionalizzazione del settore stanno contribuendo a rendere lo Student Housing uno dei segmenti immobiliari più osservati in Europa.
Nei prossimi anni assisteremo probabilmente a:
- nuovi studentati privati
- riqualificazione di immobili esistenti
- partnership pubblico-private
- servizi sempre più orientati alla community e all’esperienza dello studente
La sfida non sarà capire se gli studentati cresceranno, ma quanto velocemente riusciranno a colmare il divario tra una domanda in continua espansione e un’offerta ancora insufficiente.
In sintesi
Gli studentati rappresentano oggi uno dei principali strumenti per rispondere alla crescente domanda abitativa degli studenti universitari.
L’Italia parte da una situazione di ritardo rispetto ad altri Paesi europei, ma proprio questo gap sta generando investimenti, nuovi progetti e opportunità di sviluppo.
Per università, operatori immobiliari e città universitarie, il tema non riguarda più soltanto l’alloggio: riguarda la capacità di attrarre talenti, sostenere la mobilità e costruire ecosistemi in grado di accompagnare il percorso di crescita delle nuove generazioni.
TL;DR – Studentati in italia
- Oltre 800.000 studenti studiano lontano dal proprio comune di residenza.
- Gli studentati moderni offrono molto più di un posto letto: studio, servizi e community.
- L’Italia ha una delle coperture più basse d’Europa per posti letto dedicati.
- La domanda supera ampiamente l’offerta disponibile.
- Il PNRR sta incentivando la creazione di nuove residenze universitarie.
- Investitori e operatori vedono nello Student Housing uno dei settori immobiliari più promettenti dei prossimi anni.